L'impatto ambientale del legno e del PVC
Il PVC
Qualcuno ha l’impressione che il PVC sia inerte rispetto all’ambiente ed alla salute.
Per avere una informazione ufficiale suggeriamo di digitare sul motore di ricerca Google “C21E112 Gazzetta Ufficiale Europea” e si trova la Risoluzione del Parlamento Europeo del 24 gennaio 2002 riportata nel Libro Verde della Commissione relativo alle problematiche ambientali.
Anche l’Italia ha più volte tentato di regolamentare l’uso del PVC; sempre su Google basta digitare “progetto di legge n° 336” e si può vedere come le preoccupazioni sull’impatto tossicologico ed ambientale del PVC hanno interessato anche il parlamento Italiano.
La stessa organizzazione Greenpeace ha analizzato l'impatto tossicologico del PVC e le sue opinioni in merito possono essere lette cliccando qui
Il legno
Sull’impatto ambientale del legno invece non abbiamo avuto problemi.
Tuttavia qualcuno pensa che se si tagliano gli alberi il pianeta resta senza “polmone verde” e quindi è meglio utilizzare prodotti alternativi e lasciare gli alberi al loro posto. Questo sarebbe un grande errore strategico, visto che possiamo pulire l’aria solo abbattendo gli alberi!! Non ci credete vero? Ebbene provate a fare questo esperimento:
Prendete un vaso che contenga, diciamo, 1 kg di terra. Mette un seme, diciamo di mais.
In 3 mesi avrete una pianta alta circa 2 m. Sradicatela, essiccatela completamente e mettetela su di una bilancia: vedrete che peserà circa 2 kg.
Se a questo punto ripesate la terra del vaso vedrete che pesa ancora 1 kg.
Da dove provengono dunque quei 2 kg di materiale organico vegetale che avete nelle mani?
Vengono dall’aria! La pianta con il processo di fotosintesi, utilizzando l’energia del sole ha prelevato dall’atmosfera l’anidride carbonica e l’ha trasformata in mattoni per la sua crescita, restituendo al suo posto ossigeno.
In altre parole quella che voi chiamate pianta altro non è che 2 kg di anidride carbonica.
Se infatti la bruciassimo la situazione tornerebbe allo stadio iniziale.
Durante la combustione avremo energia sottoforma di calore (quella presa dal sole durante la vita della pianta) avremmo una certa emissione di anidride carbonica ed alla fine rimarrebbe un pizzico di cenere che è l’unica cosa che manca dal vaso.
La produzione di legno, dunque, fissa anidride carbonica e libera l’atmosfera da questo gas che ormai ha creato un terribile strato che impedisce alla terra di raffreddarsi fenomeno che noi conosciamo come “effetto serra”.
E’ bello dunque riflettere sul fatto che il legno è l’unica materia prima che mentre si produce pulisce l’aria mentre tutte le altre materie prime, per la loro produzione richiedono energia che viene prodotta bruciando petrolio e quindi si libera in atmosfera anidride carbonica oltre ad altri gas nocivi e micro polveri.
Dobbiamo però aggiungere ancora una informazione per completare il quadro!
Quando una pianta è matura la sua crescita annuale è molto bassa e quindi non fissa più anidride carbonica. Le piante giovani invece crescono molto in fretta e quindi tolgono più Co2 dall’aria. Se dunque vogliamo un pianeta migliore dobbiamo tagliare gli alberi quando sono maturi e lasciare al loro posto della piante giovani che, crescendo, fisseranno altra anidride carbonica. In altre parole noi vivremo molto meglio se tutte le piante vecchie venissero tagliate e sostituite con piante giovani.
Per fortuna oggi le foreste vengono utilizzate secondo principi della massima economicità e quindi si sta molto attenti alla riforestazione dopo l’abbattimento, tanto che negli ultimi 10 anni la superficie boschiva mondiale è in continuo aumento.
Se dunque volete un pianeta migliore tagliate gli alberi maturi, verificate che nuove piante vengano piantate o ricrescano spontaneamente, e se volete una casa senza emissioni e pericoli mettete finestre di legno!





